TOOL SHOP, UN LUOGO DI STUDIO PER IL FUTURO

Eccoci in un altro cuore pulsante del plant. Siamo entrati nel luogo in cui si disegna su potenti computer e schede grafiche per poi passare alle simulazioni e alla costruzione degli stampi. Dagli uffici al capannone, un vero e proprio museo, con molti pezzi ricoperti da cartone, come le opere d’arte che ancora non si devono svelare, prima che sia tempo. Sono stampi che vedremo sulle marche servite da Magneti Marelli fra un anno, forse due e che sono nati dalle richieste del cliente e dalla perizia di questa unità, in un lavoro di continuo aggiornamento. Vediamo la grafite per i primi prototipi, i cubi di acciaio, gli scarti contorti, e poi le grandi testate che andranno a finire nelle presse.

C’è un lavoratore che sta passando della vernice blu sulla matrice maschio di uno stampo, poi prova l’incastro con la femmina, quindi, distaccando i due pezzi, con un mandrino va a levigare le tracce di colore che indicano i punti in cui lo stampo non chiude perfettamente. In una vasca di fianco c’è la possibilità di scavare nell’acciaio attraverso una scarica di elettricità che passa attraverso una soluzione di acqua e olio. Poco più in là una visiera con uno strumento in mano sembra quasi dipingere dei particolari fini su uno stampo tirato a lucido. Perché l’automazione può molto, ma la mano dell’uomo è rimasta necessaria per arrivare allo stampo perfetto. La tolleranza con cui sono stati studiati gli stampi è inferiore a un numero di micron che potremmo ottenere sezionando un capello in quattro.